Aikido

Il nome aikido è formato da tre caratteri sinogiapponesi: 合 (ai), 気 (ki), 道 (do) la cui traslitterazione è la seguente:

合 (ai) significa “armonia” e nel contempo anche “congiungimento” ed “unione”.

氣 (ki) è rappresentato dall’ideogramma giapponese 氣 che, nei caratteri della scrittura kanji, raffigura il “vapore che sale dal riso in cottura”. Significa “spirito” non nel significato che tale termine ha nella religione ma nel significato del vocabolo latino “spiritus”, cioè “soffio vitale”, “energia vitale”. Il riso, nella tradizione giapponese, rappresenta il fondamento della nutrizione e quindi l’elemento del sostentamento in vita ed il vapore rappresenta l’energia sotto forma eterea e quindi quella particolare energia cosmica che spira ed aleggia in natura e che per l’Uomo è vitale. Il 氣 “ki” è dunque anche l’energia cosmica che sostiene ogni cosa. L’essere umano è vivo finché è percorso dal “ki” e lo veicola scambiandolo con la natura circostante: privato del “ki” l’essere umano cessa di vivere e fisicamente si dissolve.

道 (dō) significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di “disciplina” vista come “percorso”, “via”, “cammino”, in senso non solo fisico ma anche spirituale.

合氣道 (ai-ki-do) significa quindi innanzi tutto: «Disciplina che conduce all’unione ed all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo».

Morihei UeshibaUeshiba Morihei, il fondatore dell’Aikido, usava dire che l’Aikido anela sinceramente a comprendere la natura, ad esprimere la gratitudine per i suoi doni meravigliosi, ad immedesimare l’individuo con la natura. Quest’aspirazione a comprendere e ad applicare praticamente le leggi della natura, espressa nelle parole “ai” e “ki”, forma l’essenza ed il concetto fondamentale dell’arte dell’Aikido.

La storia e l’evoluzione dell’aikido non può prescindere, almeno nella sua fase iniziale, dalla vita del suo fondatore Morihei Ueshiba (Ōsensei 翁先生,Tanabe 1883 – Tokyo 1969).

L’Aikido ha infatti conosciuto due distinte fasi evolutive che possono essere identificate in modo abbastanza agevole: la prima intimamente collegata al percorso evolutivo dello studio del Budo giapponese da parte del fondatore ed una seconda a partire dagli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, periodo in cui l’Aikido iniziò la sua rapida affermazione nel mondo intero, in modo particolarmente veloce e ramificato a decorrere dagli anni successivi alla morte del suo fondatore.

 

Giuramento per oggi
Senza provare rabbia, timore, dolore
Con onestà, benevolenza, piacere
Con forza, coraggio e fede
Oggi adempirò i miei doveri verso la vita.
Mai perderò la pace e l’amore
E vivrò come un autentico essere umano.
Tutto questo io oggi giuro a me stesso.
Versi del Pranayama
Nell’energia di questo Grande Universo, che è imperscrutabile e divino
Vi è un vigore che dà forza all’energia di noi esseri umani.
Esso risiede ovunque ed ogni luogo riempie.
Con un metodo misterioso detto Pranayama
Con gratitudine profonda, dalle viscere fin all’estremità dei quattro arti,
Accogliamo tale vigore, finchè non ne siamo più che sazi.
Versi della Forza
Io sono la forza. Un cristallo della forza.
Dunque nulla vincermi può.
Malattia, destino e tutto il resto
La forza sovrasta.
E’ così! Un cristallo della potente potente forza.
Il vero io
Sin dal principio la realtà del mio vero io
è un’entità eterna e immortale
Che nè l’acqua nè il fuoco possono violare.
Se nell’uomo tale fede è vera e irremovibile
Le sofferenze della carne e la violenza degli uomini
Svaniranno come sogni e illusioni
E si aprirà il regno della grazia.

Nakamura Tenpu